Terapia online VS Psicoterapia in presenza
La psicoterapia sta cambiando volto:
l’offerta online cresce e, quando si fonda su modelli Low Intensity CBT (LI-CBT) in un approccio stepped-care, può ampliare l’accesso con percorsi brevi, strutturati e orientati all’autonomia. Ma non coincide con la psicoterapia in presenza, più intensiva e relazionale. Scambiare la terapia online per la psicoterapia confonde un modello specifico con l’intera esperienza clinica e rischia di impoverire la nostra cultura psicologica. L’evidenza indica che gli interventi guidati (guided self-help/iCBT) sono efficaci per depressione e ansia, soprattutto per quadri lievi–moderati, con buoni esiti in routine care; vanno però collocati al giusto livello di cura e integrati con la clinica in presenza quando necessario.
Low Intensity CBT e modello stepped-care
Le linee guida NICE e i programmi nazionali (es. NHS Talking Therapies, ex-IAPT) collocano le LI-CBT all’interno di un percorso a intensità crescente, dove interventi a bassa intensità (auto-aiuto guidato, iCBT, biblioterapia strutturata) precedono trattamenti ad alta intensità in base a gravità, comorbidità e risposta. Questo non è un surrogato della psicoterapia complessa, ma una modalità con finalità e target precisi: ridurre barriere d’accesso e ottimizzare le risorse cliniche.
Efficacia: cosa sappiamo
Meta-analisi e studi su larga scala mostrano che:
- iCBT guidata è più efficace della iCBT non guidata nella depressione; l’assenza di guida è più adatta a sintomi lievi/sub-soglia.
- In routine care la iCBT guidata per ansia e depressione è accettabile ed efficace, con risultati comparabili agli RCT quando implementata con monitoraggio degli esiti.
- I programmi NHS (IAPT) mostrano miglioramenti clinici su scala nazionale grazie al monitoraggio session-by-session e all’uso appropriato di step a bassa intensità.
Relazione terapeutica online
L’alleanza nella terapia guidata via internet è elevata e correlata agli esiti, pur con specificità di setting (es. asincronia, micro-contratti di compito). Non elimina, però, i vantaggi relazionali e trasformativi del lavoro in presenza quando i bisogni sono più complessi.
Per chi è indicata (e quando non basta)
Le LI-CBT online sono particolarmente adatte a persone con sintomi lievi–moderati, motivazione al lavoro attivo e buona alfabetizzazione digitale; diventano insufficienti in presenza di elevata comorbidità, rischio, instabilità clinica, bisogni di riformulazione profonda o di interventi intensivi. In questi casi va alzata l’intensità (terapia in presenza/alta intensità) o integrata l’offerta.
Il rischio culturale
Se la terapia online viene percepita come “la” psicoterapia (perché più comoda o economica), si appiattisce la complessità del lavoro psicoterapeutico in un servizio standardizzato e leggero. La risposta non è scegliere tra online o presenza, ma integrare con metodo, criteri di invio chiari e valutazione continua degli esiti.
Conclusioni
La terapia online rappresenta una svolta storica nella diffusione del supporto psicologico: aumenta l’accessibilità, riduce i tempi di attesa e favorisce l’empowerment del paziente. Tuttavia, la sua efficacia e il suo significato clinico dipendono dal contesto d’uso. Non è una sostituzione della psicoterapia in presenza, ma una componente di un sistema di cura stratificato.
Il futuro della psicoterapia non è scegliere tra digitale o tradizionale, ma armonizzare i livelli di intervento in base alla gravità, alle risorse e agli obiettivi della persona. Solo un’integrazione consapevole e scientificamente fondata potrà garantire che la tecnologia amplifichi, e non banalizzi, la profondità del processo terapeutico.
Il 19 dicembre, al webinar online “Protocollo Transdiagnostico (UP) nell’era digitale”, esploreremo insieme questi argomenti, discutendo come possano diventare strumenti quotidiani per trasformare il lavoro clinico.
Riferimenti
- Clark, D. M. (2018). Transparency about the outcomes of mental health services (IAPT approach). The Lancet, 391(10121), 679–681.
- Etzelmueller, A., et al. (2020). Effectiveness of guided internet-based CBT in routine care: Systematic review and meta-analysis. JMIR, 22(8), e18100.
- Karyotaki, E., et al. (2021). Internet-based CBT for depression: Individual participant data network meta-analysis. JAMA Psychiatry, 78(4), 361–371.
- (2011/2014). Guidance on stepped care and psychological interventions for anxiety disorders. National Institute for Health and Care Excellence.
- Pihlaja, S., et al. (2017). Therapeutic alliance in guided internet therapy: A systematic review. Psychiatry Research, 255, 78–86.
- Saunders, R., et al. (2020). Improvement in IAPT outcomes over time. BJPsych Bulletin, 45(1), 16–22.
- Kaiser, J., et al. (2021). Therapeutic alliance–outcome association in therapist-assisted online interventions: Meta-analysis. Computers in Human Behavior, 122, 106828.
- Bennett-Levy, J., Richards, D., Farrand, P., et al. (2010). Oxford Guide to Low Intensity CBT Interventions. Oxford University Press.
- Shafran, R., Clark, D. M., & Fairburn, C. (2024). Best practice guidance for guided self-help CBT. Behaviour Research and Therapy, 174, 104436.


