Dal disturbo all’emozione: perché il futuro della CBT è transdiagnostico
Dai protocolli specifici per singolo disturbo ai modelli basati sui meccanismi emotivi condivisi: cosa cambia per i clinici, per i pazienti e per la formazione in psicoterapia
Dal manuale per singolo disturbo ai disturbi emotivi
Per molti anni la terapia cognitivo-comportamentale (CBT) si è sviluppata attraverso protocolli specifici per ogni diagnosi: panico, depressione, disturbo ossessivo-compulsivo, disturbo d’ansia sociale, e così via. Questo approccio ha avuto un enorme valore: ha prodotto trattamenti strutturati, manualizzati, supportati da numerose evidenze scientifiche. PMC
Negli ultimi anni, però, la clinica e la ricerca hanno messo in luce alcuni limiti di questa impostazione:
comorbilità elevata: molti pazienti presentano più disturbi d’ansia e/o depressivi contemporaneamente;
cambiamenti nel tempo: la diagnosi può “spostarsi” nel corso della vita (da panico a depressione, da ansia generalizzata a fobia sociale, ecc.); SAGE Journals
bisogno di flessibilità: in contesti clinici reali, applicare un protocollo diverso per ogni diagnosi è difficile, poco sostenibile e spesso poco aderente alla complessità del paziente.
Da qui emerge il concetto di disturbi emotivi: un’ampia famiglia di problemiche comprende disturbi d’ansia, depressivi e correlati, legati a una vulnerabilità emotiva comune. ResearchGate+1
Dal disturbo al meccanismo: il cambio di paradigma”
Il passo successivo è stato naturale: se i disturbi emotivi condividono meccanismi comuni, allora ha senso sviluppare trattamenti che lavorino su questi meccanismi, invece che solo sulla superficie dei sintomi.
La CBT transdiagnostica nasce proprio con questo obiettivo: non si focalizza solo sul “nome” della diagnosi, ma su processi come: ScienceDirect+1
evitamento esperienziale (tentativi rigidi di allontanare o controllare emozioni e pensieri);
intolleranza dell’incertezza;
ruminazione e preoccupazione cronica;
iperfocalizzazione sulle sensazioni interne (interocezione ansiosa);
difficoltà nella regolazione delle emozioni, sia negative che positive.
È un cambio di paradigma:
meno “questa persona ha un disturbo di panico”, più “questa persona ha una modalità di relazione con le emozioni caratterizzata da evitamento, ruminazione e paura delle sensazioni interne”.
Che cos’è, concretamente, un trattamento transdiagnostico?
Un trattamento transdiagnostico è un protocollo unico, applicabile a diversi disturbi emotivi, che mira a modificare i processi emotivi alla base di ansia e depressione. Nature+1
In pratica significa:
stessa struttura di base, adattabile a diverse diagnosi;
moduli centrati sui processi (per esempio: consapevolezza emotiva, esposizione centrata sulle emozioni, lavoro su ruminazione e preoccupazione, attivazione comportamentale);
enfasi sulla regolazione delle emozioni, non solo sui pensieri “distorti”.
Le metanalisi più recenti mostrano che la CBT transdiagnostica è efficace nel ridurre sintomi di ansia e depressione in vari contesti (servizi pubblici, setting online, formati individuali e di gruppo). Nature+1
Il Protocollo Unificato per il trattamento transdiagnostico dei disturbi emotivi (Unified Protocol, UP) è uno degli esempi più noti di CBT transdiagnostica. unifiedprotocol.com+1 ,
L’UP:
è centrato sull’emozione: aiuta il paziente a riconoscere, tollerare e modulare le emozioni intense;
utilizza tecniche tipiche della CBT (psicoeducazione, ristrutturazione cognitiva, esposizione, attivazione) ma integrate in una cornice unica sulle emozioni; behavioralpsycho.com+1
è stato testato su diversi disturbi: ansia, depressione, disturbi misti, con risultati comparabili ai protocolli specifici per singolo disturbo. ScienceDirect+1
Negli ultimi anni il Protocollo Unificato è stato adattato anche:
a formati di gruppo, per aumentare accessibilità e rapporto costi/benefici; behavioralpsycho.com+1
a interventi blended e online, che combinano moduli digitali con incontri di gruppo o individuali. PubMed
Il gruppo di ricerca a cui appartiene la prof.ssa Azucena García-Palacios ha sviluppato e sperimentato diversi protocolli transdiagnostici e interventi internet-based per i disturbi emotivi, con particolare attenzione anche alla regolazione dell’affetto positivo, non solo alla riduzione di ansia e tristezza. BioMed Central
Lavorare sulle emozioni: cosa cambia nella pratica clinica
Video completto del nostro webinar ” Lavorare con le emozioni in terapia cognitivo-comportamentale”
In una prospettiva transdiagnostica, il focus del trattamento non è più “eliminare un sintomo”, ma cambiare il modo in cui la persona entra in relazione con le proprie emozioni.
Alcuni passaggi chiave:
Psicoeducazione sui disturbi emotivi
Le emozioni non sono “nemiche” da eliminare, ma segnali da comprendere. Si lavora sulla normalizzazione dell’esperienza emotiva e sulla distinzione tra emozione, pensiero e comportamento.Consapevolezza e monitoraggio emotivo
Il paziente impara a riconoscere in tempo reale variazioni di intensità emotiva, trigger e risposte abituali (evitamento, ruminazione, controllo).Esposizione centrata sulle emozioni
Non solo esposizione alla situazione temuta, ma esposizione al vissuto emotivo interno (sensazioni fisiche, pensieri catastrofici, immagini), con un lavoro mirato a restare presenti e disponibili all’esperienza senza evitarla. behavioralpsycho.comRistrutturazione cognitiva orientata alla flessibilità
Meno ricerca del “pensiero giusto”, più sviluppo di una relazione flessibile con i propri pensieri: vedere le valutazioni catastrofiche come ipotesi della mente, non come verità assolute.Affetto positivo, valori e attivazione
La ricerca recente mostra l’importanza di lavorare anche sull’incremento dell’affetto positivo, sull’impegno in attività significative e sui valori personali, per migliorare la qualità di vita oltre la riduzione dei sintomi. jmir.org
Perché una Scuola di Specializzazione deve essere transdiagnostica
In questo scenario, formare terapeuti solo su protocolli singoli e su una logica “disturbo per disturbo” non è più sufficiente.
Una Scuola di Specializzazione in Psicoterapia Cognitivo-Comportamentale che si vuole davvero contemporanea deve:
insegnare a concettualizzare i casi per processi, non solo per etichette diagnostiche;
allenare gli specializzandi a usare protocolli transdiagnostici accanto a quelli specifici per singolo disturbo;
integrare le evidenze più recenti su UP, trattamenti blended e online, e interventi che includono anche il lavoro sull’affetto positivo; Nature
sviluppare competenze per muoversi con sicurezza in contesti complessi: comorbilità, diagnosi in evoluzione, pazienti che non rientrano perfettamente in una categoria DSM.
Per lo specializzando significa imparare a rispondere a domande come:
Quali meccanismi stanno mantenendo la sofferenza di questa persona?
Come posso intervenire in modo mirato su evitamento, ruminazione, intolleranza dell’incertezza, disregolazione emotiva?
Quale protocollo, o combinazione di protocolli, mi permette di lavorare su questi processi in modo efficace e flessibile?
SSP Basilicata e il futuro della CBT
Il lavoro sui disturbi emotivi e sui protocolli transdiagnostici non è solo un interesse teorico: definisce il modo in cui immaginiamo il futuro della formazione in psicoterapia.
In quest’ottica si inserisce anche il webinar gratuito del 19 dicembre sul Protocollo Transdiagnostico (UP) nell’era digitale, con la prof.ssa Azucena García-Palacios, che porterà l’esperienza di protocolli transdiagnostici e blended, sviluppati e testati.
Per chi sta scegliendo una scuola di specializzazione, la domanda chiave diventa:
“Sto imparando a trattare solo singoli disturbi, o sto imparando a lavorare in profondità sui processi emotivi che accomunano i miei pazienti?”
La prospettiva transdiagnostica è, sempre di più, la risposta a questa domanda.
Ed è qui che si gioca la differenza tra una formazione “solo aggiornata” e una formazione che prepara davvero alla psicoterapia CBT del futuro.
Riferimenti essenziali
- Díaz-García, A. et al. (2017). Efficacy of a Transdiagnostic internet-based treatment for emotional disorders with a specific component to address positive affect: Study protocol, BMC Psychiatry.
- Díaz-García, A. et al. (2021). Negative and Positive Affect Regulation in a Transdiagnostic Internet-Based Protocol for Emotional Disorders: Randomized Controlled Trial, JMIR.
- González-Robles, A., García-Palacios, A., et al. (2015). Effectiveness of a transdiagnostic internet-based protocol for the treatment of emotional disorders versus treatment as usual in specialized care, Trials.
- Studi recenti sul protocollo transdiagnostico in formato blended e di gruppo (feasibility e RCT).


