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LE EMOZIONI COME INFORMAZIONI: COSA CI DICONO DAVVERO E PERCHÉ NON VANNO ELIMINATE

Per molti anni le emozioni sono state considerate un intralcio alla razionalità, qualcosa da controllare o sopprimere. La psicologia contemporanea, sostenuta da solide evidenze neuroscientifiche, ha superato questa visione: oggi sappiamo che le emozioni non sono errori del sistema, ma informazioni fondamentali per l’adattamento dell’organismo (Barrett, 2017; Keltner et al., 2019).

Le emozioni come segnali informativi

Secondo gli approcci funzionalisti ed evoluzionisti, un’emozione è un insieme coordinato di processi cognitivi, fisiologici, espressivi e soggettivi.
Ogni emozione costituisce un pacchetto informativo su ciò che sta accadendo nella relazione tra individuo e ambiente.

  • Paura → segnala una possibile minaccia e prepara alla protezione.
  • Rabbia → comunica una violazione di confini o ingiustizie.
  • Tristezza → indica perdita e necessità di riorganizzare le energie.
  • Vergogna → avverte di rischi sul piano sociale o identitario.

Le emozioni non “dicono la verità”, ma forniscono indizi utili per orientare comportamenti e decisioni.

Perché non ha senso eliminare le emozioni

L’idea di “controllare” o sopprimere gli stati emotivi è stata smentita da decenni di studi sulla regolazione delle emozioni.
La soppressione emotiva, infatti:

  • aumenta l’attivazione fisiologica,
  • riduce la memoria di lavoro,
  • intensifica i pensieri intrusivi,
  • peggiora l’umore (Gross, 2015).


Approcci basati sull’apertura esperienziale mostrano invece che riconoscere l’emozione come informazione permette una regolazione più efficace. La domanda utile non è “come faccio a non sentire questo?”, ma “cosa mi sta segnalando?”.

Quando l’emozione diventa disfunzionale

Le emozioni primarie sono funzionali; diventano problematiche quando:

  • vengono percepite come pericolose,
  • si attivano strategie di evitamento,
  • emergono interpretazioni catastrofiche,
  • si innescano emozioni secondarie come colpa, vergogna o paura della paura.


La prospettiva transdiagnostica (Barlow et al., 2011) evidenzia come molti disturbi psicologici derivino non dalle emozioni in sé, ma dal modo rigido con cui le persone reagiscono ad esse.

Un nuovo modo di stare con le emozioni

Approcci contemporanei come la Terapia Cognitivo-Comportamentale, l’ACT e il Unified Protocol convergono su tre principi fondamentali:

  1. Curiosità: osservare l’emozione come fenomeno temporaneo e informativo.
  2. Etichettamento: dare un nome preciso all’emozione riduce l’attivazione limbica e aumenta la regolazione cognitiva (Lieberman et al., 2007).
  3. Apertura esperienziale: permettere all’emozione di fare il suo corso naturale favorisce apprendimento, flessibilità e adattamento.

Le emozioni come bussola interna

Quando considerate come informazioni, le emozioni diventano una vera e propria bussola interna:

  • la paura suggerisce prudenza e protezione,
  • la rabbia segnala un confine violato,
  • la tristezza invita alla riorganizzazione,
  • la gioia orienta verso direzioni significative.

La competenza emotiva non consiste nel non provare emozioni difficili, ma nel saper leggere e utilizzare le informazioni che offrono.

Il Webinar” Il Protocollo transdiagnostico nell’era digitale” del 19 dicembre 2025

Per approfondire le sfide cliniche legate alla motivazione e alla definizione degli obiettivi, la SSPBasilicata (Scuola di Specializzazione in Psicoterapia della Basilicata) promuove un appuntamento di rilievo internazionale. Il prossimo 19 dicembre, si terrà il webinar ‘Il protocollo transdiagnostico nell’era digitale’, che vedrà la partecipazione straordinaria della Prof.ssa Azucena García-Palacios dell’Università Jaume I.
L’incontro rappresenta un’opportunità unica per dialogare con una delle massime esperte mondiali nell’integrazione tra protocolli clinici avanzati e nuove tecnologie, esplorando come gli strumenti digitali possano potenziare l’alleanza terapeutica e l’efficacia del cambiamento

Riferimenti bibliografici

  • Barlow, D. H., Allen, L. B., & Choate, M. L. (2011). Toward a unified treatment for emotional disorders. Behavior Therapy, 42(2), 198–211. https://doi.org/10.1016/j.beth.2010.04.001
  • Barrett, L. F. (2017). How emotions are made: The secret life of the brain. Houghton Mifflin Harcourt.
  • Gross, J. J. (2015). Emotion regulation: Current status and future prospects. Psychological Inquiry, 26(1), 1–26. https://doi.org/10.1080/1047840X.2014.940781

Keltner, D., Oatley, K., & Jenkins, J. M. (2019). Understanding emotions (4th ed.). Wiley.

Lieberman, M. D., Eisenberger, N. I., Crockett, M. J., Tom, S. M., Pfeifer, J. H., & Way, B. M. (2007). Putting feelings into words: Affect labeling disrupts amygdala activity in response to affective stimuli. Psychological Science, 18(5), 421–428.

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