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Psicoterapia digitale e regolazione delle emozioni: cosa cambia davvero?

Dalla videochiamata ai protocolli internet-based e blended: come le nuove tecnologie stanno trasformando il lavoro sulle emozioni nella CBT e la formazione dei futuri psicoterapeuti.

Non è solo “fare terapia su Zoom”

Quando parliamo di psicoterapia digitale, spesso pensiamo subito alla seduta in videochiamata. In realtà, negli ultimi anni è emerso qualcosa di molto più strutturato: protocolli internet-based, piattaforme interattive, app per il monitoraggio emotivo, e soprattutto formati blended che integrano incontri in presenza con moduli online. PMC

In questo scenario, la CBT è particolarmente adatta perché nasce come terapia strutturata, modulare e orientata alla pratica. Molti elementi – psicoeducazione, homework, esercizi di monitoraggio – si prestano naturalmente a essere erogati tramite strumenti digitali, senza perdere rigore e, anzi, aumentando spesso la continuità del lavoro emotivo tra una seduta e l’altra.

Regolazione delle emozioni al centro

I protocolli contemporanei per i disturbi emotivi (ansia, depressione e disturbi correlati) non mirano solo a ridurre i sintomi, ma a modificare profondamente il modo in cui la persona regola le proprie emozioni:

  • tollerare gli stati emotivi intensi senza evitarli;
  • ridurre ruminazione e preoccupazione;
  • lavorare su affetto negativo e affetto positivo;
  • passare da strategie di controllo rigide a modalità più flessibili di risposta. roderic.uv.es


Il Protocollo Unificato (Unified Protocol, UP) è uno dei modelli che più chiaramente colloca la regolazione emotiva al centro del trattamento, integrando moduli su consapevolezza emotiva, ristrutturazione cognitiva, esposizione centrata sull’emozione e impegno in attività significative. roderic.uv.es

Cosa dice la ricerca sui protocolli internet-based

I gruppi di ricerca a cui appartiene la prof.ssa Azucena García-Palacios hanno sviluppato e testato proprio protocolli transdiagnostici internet-based per i disturbi emotivi, con un focus specifico sulla regolazione delle emozioni.

Studi randomizzati controllati mostrano che:

  • protocolli transdiagnostici online basati sulla CBT riducono in modo significativo ansia e depressione rispetto alla lista d’attesa o alla cura abituale; BioMed Central
  • versioni che includono un modulo specifico per l’affetto positivo migliorano non solo i sintomi, ma anche benessere e vitalità, intervenendo contemporaneamente su affetto negativo e positivo; PubMed
  • gli interventi internet-based ben strutturati sono ben accettati dai pazienti, con buoni livelli di usabilità e soddisfazione, soprattutto quando è presente un supporto clinico minimo ma regolare. BioMed Central


In altre parole, non parliamo di semplici “videocolloqui”, ma di programmi costruiti su moduli che guidano passo passo la persona nel lavoro sulle emozioni.

Il formato blended: quando online e presenza si integrano

Un’evoluzione interessante è il formato blended, in cui le componenti online e quelle in presenza sono integrate in un unico protocollo: parte del lavoro viene svolta tramite piattaforma, parte in seduta con il terapeuta (individuale o di gruppo). PMC

Studi recenti su CBT transdiagnostica di gruppo in formato blended per i disturbi emotivi – che coinvolgono anche il team LABPSITEC della prof.ssa García-Palacios – indicano che: zaguan.unizar.es

  • il formato è fattibile e ben accettato;
  • i pazienti completano la maggior parte dei moduli online e partecipano alle sessioni di gruppo;
  • si osservano riduzioni significative dell’ansia e della depressione, con buoni risultati anche al follow-up;
  • la combinazione tra lavoro individuale online e incontri di gruppo in presenza migliora efficienza e scalabilità del trattamento.


Qui la componente digitale non sostituisce il terapeuta, ma amplifica il lavoro sulle emozioni: permette monitoraggi più frequenti, esercizi guidati a casa, materiali sempre disponibili, mentre gli incontri faccia a faccia restano il luogo privilegiato di elaborazione, alleanza e personalizzazione.

Cosa cambia, concretamente, nel lavoro sulle emozioni?

Quando la CBT viene portata online o in formato blended, il lavoro sulla regolazione emotiva cambia in modo molto pratico.

  1. Monitoraggio continuo delle emozioni
    App e piattaforme permettono di registrare intensità emotiva, trigger e risposte comportamentali in tempo reale. Il terapeuta dispone di dati più ricchi per capire come ansia, tristezza o rabbia si muovono nella vita quotidiana.
  2. Esposizioni più graduali e ripetute
    Moduli online possono guidare il paziente attraverso esercizi di esposizione (a situazioni, sensazioni corporee o immagini) con istruzioni passo passo, schede, video e reminder. Questo aumenta la possibilità di ripetere l’esposizione e consolidare l’apprendimento emotivo anche tra una seduta e l’altra. roderic.uv.es
  3. Lavoro strutturato su affetto positivo e negativo
    Alcuni protocolli internet-based includono moduli dedicati ad attività che aumentano affetto positivo, gratitudine, impegno in attività significative, accanto agli esercizi tradizionali per ridurre affetto negativo. Il risultato è una psicoterapia che mira sia a “spegnere il fuoco” dei sintomi, sia ad alimentare risorse e benessere. PubMed
  4. Feedback immediato e auto-regolazione
    Diagrammi, grafici e notifiche permettono alla persona di vedere l’andamento dei propri stati emotivi e dei propri progressi. Questo facilita lo sviluppo di consapevolezza metacognitiva e di strategie di auto-regolazione sempre più autonome.

Vantaggi e limiti della psicoterapia digitale

Come ogni innovazione, la psicoterapia digitale porta con sé opportunità e attenzioni necessarie.

Tra i principali vantaggi:

  • maggiore accessibilità per chi vive lontano dai servizi o ha difficoltà logistiche;
  • possibilità di scalare interventi evidence-based (per esempio tramite protocolli di gruppo o auto-applicati con supporto minimo); roderic.uv.es
  • continuità nel lavoro sulle emozioni grazie a homework, reminder e materiali sempre disponibili;
  • integrazione dei dati raccolti online nella concettualizzazione del caso.


Tra i limiti da considerare:

  • non tutti i pazienti beneficiano allo stesso modo del formato digitale: servono criteri di selezione e personalizzazione; PubMed
  • i tassi di dropout possono essere più elevati negli interventi completamente auto-applicati, se manca un sufficiente supporto umano; roderic.uv.es
  • restano cruciali gli aspetti etici: privacy, sicurezza dei dati, gestione del rischio (per esempio in caso di ideazione suicidaria).


Per questo la tendenza più promettente non è un “tutto online” o “tutto in presenza”, ma un utilizzo flessibile e integrato delle possibilità digitali.

Quali competenze servono al terapeuta CBT contemporaneo?

In questo scenario, la figura del terapeuta CBT cambia. Oltre alle competenze cliniche “classiche”, è sempre più importante che lo specializzando impari a:

  • usare piattaforme e strumenti digitali come parte integrante del protocollo, non come semplice “supporto”;
  • selezionare quando ha senso proporre un intervento online, blended o in presenza, in base ai bisogni del paziente;
  • monitorare e utilizzare in modo clinicamente significativo i dati emotivi raccolti tramite app o moduli online;
  • mantenere alleanza terapeutica e setting anche nel lavoro a distanza;
  • integrare nella pratica i risultati delle ricerche più recenti su protocolli transdiagnostici, internet-based e blended per i disturbi emotivi. ScienceDirect

Il contributo del webinar SSP Basilicata

Il webinar del 19 dicembre 2025, dedicato al Protocollo Transdiagnostico nell’era digitale con la prof.ssa Azucena García-Palacios, nasce proprio in questa prospettiva: offrire a clinici e specializzandi uno sguardo privilegiato su come UP e protocolli transdiagnostici stanno venendo adattati al digitale, con esempi concreti di moduli, strategie e casi clinici.

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